Forum Sociale del mediterraneo - gruppo sicilia
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sintesi forum di barcellona Stampa
Scritto da Administrator  

"Per un Mediterraneo dei diritti" è stato lo slogan del Forum Sociale Mediterraneo che si è tenuto a Barcellona, nel Palazzo delle Fiere, del 16 al 19 giugno scorsi. Uno spirito di positivo e di confronto ha attraversato i lavori, che ha caratterizzato assemblee ed interventi, ma che non ha potuto cancellare problemi e questioni ancora irrisolte dovute alla frammentazione di posizioni e alle difficoltà dell'assemblea plenaria dei movimenti contro la guerra.  Il documento finale può essere considerato però come una prima traccia sulle modalità di azione e sulla proposta politica  per lo scacchiere mediterraneo, da integrare con i lavori del  il prossimo Forum Sociale Europeo di Atene 2006;Il documento, che sarà scaricabile  on line all'indirizzo ufficiale del FSMed (http:///www.fsmed.info) riprende il tema fondamentale della specificità del Mediterraneo; le esplosive contraddizioni che lo attraversano (guerre, dittature, patriarcato); le dirompenti potenzialità offerte dal protagonismo dei  movimenti sociali.La contraddizione chiave è quella di un Mediterraneo, culla della civiltà, che si offre come promotore di un modello autonomo, basato sul confronto e la reciprocità delle culture e dei popoli che lo vivono,ma che sempre più diventa oggetto di progetti di guerra, mire espansionistiche e modelli selettivi; il tentativo dell'Europa di costruirsi come fortezza, di dotarsi di un esercito, di estendere la rete dei Cpt segna una minacciosa regressione rispetto a quelle potenzialità. Il Mediterraneo è oggi attraversato da movimenti di liberazione, per la autodeterminazione nazionale, dal Sahara occidentale al Kurdistan, passando per le lotte di liberazione dei popoli palestinese ed iracheno, ma anche da movimenti di massa per la pace e contro la guerra in Europa, che si oppongono al nuovo ordine mondiale dell'Amministrazione USA e contro il processo di cancellazione di diritti sociali dell'UE (a partire dalla famigerata direttiva Bolkenstein), di cui il no francese ed olandese alla costituzione europea è stato segnale. In questo senso è necessario rafforzare il coordinamento in rete e la solidarietà tra i movimenti di lotta delle sponde nord e sud del Mediterraneo e coinvolgere tutte le forze associative, politiche e sociali, in campagne di azione comune e ulteriori momenti di incontro e di coordinamento, per un mediterraneo "mare di pace".

La Capacità auto-organizzativa del movimento non è stata sempre pienamente in luce in questo Forum. La stessa incapacità di proiettare all'esterno e nel rapporto con la popolazione locale i lavori del Forum (vissuti come per "addetti ai lavori") e l'impossibilità di fare convergere le mobilitazioni sociali in una piattaforma unitaria, sono temi su cui riflettere nei gruppi di lavoro nei prossimi momenti assembleari e di confronto. Nell' Assemblea dei movimenti contro la guerra, sono emerse le posizioni più articolate: pacifismo (no alla guerra) - nonviolenza (no a ogni forma di violenza) e neo-umanitarismo (per l'adozione di una voce umana della rappresentanza politica), scontratesi a volte con la forte ed avanzata connotazione anti-colonialista, anti-imperialista ed anti-sionista dei movimenti di liberazione e di lotta di provenienza mediorientale, che quotidianamente sperimentano sulla propria pelle l'aggressività dell'imperialismo occidentale. In particolare in tal senso si è levata la voce dei compagni del Forum sociale libanese, che hanno rivendicato il ruolo strategico delle resistenze arabo-islamiche, l'unità dei movimenti del mondo arabo e la centralità dell'impegno di cooperazione e di solidarietà con la Palestina in lotta. Le missioni civili all'estero infatti possono essere - e diversi interventi lo hanno sottolineato - un'esperienza importante di attivazione di una rete di solidarietà nuovamente internazionalista, a partire dagli scacchieri aggrediti dall'imperialismo e dalla guerra permanente, dai Balcani al Medio Oriente. Esse corrispondono ad un'esigenza di testimonianza e di denuncia, quindi costituiscono un'esperienza di confronto e di scambio, di condivisione informale e di arricchimento reciproco e, infine, - con la proposta e la realizzazione di reti e campagne unitarie - possono diventare la base per nuove azioni e iniziative di solidarietà internazionale. In definitiva, da questo Forum sociale Mediterraneo, pur con tutte le sue difficoltà e contraddizioni, e con tutta la ricchezza e il calore umano e solidale che sempre caratterizzano questi appuntamenti,  emerge un quadro a luci ed ombre. Da un lato infatti c'è l'urgenza di un ulteriore salto di qualità nell'analisi e nell'elaborazione, per fare compiere al movimento generale di lotta quel salto di qualità di cui necessita, e dall'altro proseguire  sulla strada intrapresa di ulteriori momenti di scambio e di dibattito. Tre temi chiave su cui rilanciare le mobilitazioni e le lotte sono emersi in particolare:

1.il rilancio di una rete di mobilitazioni unitarie ma articolate, anche secondo campagne tematiche,

2.il tema della resistenza al dominio imperialista degli Stati Uniti da rilanciare sui due versanti dell'analisi e della lotta;

3.il tema - infine - dell'opposizione a questa costituzione europea e del rilancio di un processo partecipativo forte orientato nella direzione dell'Europa sociale, democratica, progressiva, che instauri reti di cooperazione internazionale con la sponda Sud e non solo, che ripudi la guerra come strumento di risoluzione delle controversie, che salvaguardi ed estenda i vincoli sociali ai paesi aderenti (piena garanzia dei diritti sindacali e sociali).

 

(*) questo articolo è una sintesi di un più ampio report sulle giornate del FSMed. Per chi fosse interessato alla versione integrale, può richiederlo inviando una mail a: giovaniecomunisti@yahoo.it
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